RIABILITAZIONE DISLESSIA (DSA) INFANZIA ADOLESCENZA

RIABILITAZIONE DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. 
Il programma di riabilitazione è composto dal trattamento e dall’abilitazione.

Il Trattamento ha lo scopo di aumentare l’efficienza del processo di lettura/scrittura (5, 60). L’abilitazione è l’insieme degli aiuti che permettono l’utilizzazione del livello di funzionamento attuale. In generale, l’intervento riabilitativo deve essere condotto quanto più precocemente possibile da operatori specializzati durante la frequenza della scuola elementare, ma anche nella scuola media, considerando che in un certo numero di casi la diagnosi viene fatta tardivamente.
Le indicazioni per un trattamento sono un quoziente di lettura inferiore a 80, oppure un’età di lettura minore di due anni rispetto all’età cronologica, oppure due deviazioni standard ai test indicati al punto b in meno rispetto alla media. E’ assolutamente raccomandabile che il bambino venga segnalato dalle insegnanti delle scuole elementari o dal Pediatra durante il primo ciclo, in modo che si possa valutare caso per caso la necessità di iniziare un trattamento riabilitativo.  
Nei casi gravi, il trattamento deve essere di tipo intensivo, facendo ricorso a tutte le risorse disponibili.
Oltre ad un intervento specifico riabilitativo, alle insegnanti vanno date delle precise indicazioni sulle modalità di valutazione degli apprendimenti scolastici di un bambino con dislessia, discalculia e disgrafia.
 Per i bambini con ritardo semplice di lettura o per quelli che hanno ricevuto beneficio da un trattamento individualizzato è anche consigliabile una terapia di gruppo.  
Per quanto riguarda la dislessia e la disortografia, il trattamento deve essere mirato soprattutto a ridurre gli errori di lettura, ampliare le capacità lessicali, ridurre gradualmente gli errori specifici nella codifica/decodifica..
Nelle scuole superiori il ragazzo con DSA, una volta esaurito l’effetto dell’intervento riabilitativo, resta in carico al Servizio di NPIA per supervisioni periodiche con gli insegnanti ed i genitori per la possibile comparsa o accentuazione di problemi psicopatologici, nonché per la complessità delle richieste scolastiche in questa fascia d'età. Nelle forme gravi è consigliabile l’uso di strumenti compensativi (computer, registratori, libri parlanti, calcolatrice) (18, 101).

E’ raccomandabile che vengano fatte verifiche periodiche, almeno ogni semestre degli obiettivi fatte del programma di riabilitazione da parte del medico specialista NPI, e da parte di tutti gli esperti riabilitatori con preparazione specifica (logopedisti, pedagogisti, psicologi) e che i risultati vengano presentati al bambino, ai genitori e se autorizzati, agli insegnanti.

Nonostante sia prematuro fare diagnosi conclamata di dislessia, disgrafia e discalculia prima della terza elementare,è possibile, già alla fine della I elementare o all’inizio della seconda elementare porre il forte sospetto diagnostico di DSA. In questi casi è opportuno segnalare in una diagnosi funzionale la presenza di difficoltà specifiche di lettura, scrittura e calcolo, riportando le aree funzionali maggiormente interessate senza chiedere, per il momento, assegnazione di insegnante di sostegno.  
Allo stesso tempo si può consigliare a genitori, insegnanti ed altre figure coinvolte nella didattica, di aiutare il bambino nelle aree carenti. La scelta di intervenire è affidata al giudizio ponderato dell'operatore, confrontato con il parere degli insegnanti e sentiti i genitori, i quali devono essere edotti sui problemi diagnostici dei DSA. I genitori e gli insegnanti devono essere informati che allo stato attuale non esistono prove scientifiche validate sull’efficacia dei vari trattamenti logopedici proposti. 
Una volta che viene scelto e proposto un tipo di trattamento sia i genitori che i bambini devono essere edotti sulle nozioni principali del metodo di trattamento, sulla loro efficacia e, se possibile, sulle aspettative. A scopo esemplificativo vengono elencati alcuni trattamenti logopedici più frequentemente in uso, rimandando alla lettura delle voci bibliografiche relative i presupposti scientifici ed i modelli di apprendimento della lettura e scrittura a cui si ispirano (55).
Trattamento Davis-Piccoli (31), Trattamento Bakker (3, 4), Trattamento lessicale con parole isolate (56), un trattamento sublessicale con mascheramento percettivo, secondo il paradigma di Geiger (44).
Oltre ai trattamenti riabilitativi specifici viene realizzata una serie di interventi abilitativi che può comprendere diverse procedure.
- Promozione dei prerequisiti all’apprendimento di lettura,scrittura e calcolo, previa analisi degli aspetti immaturativi riguardanti le funzioni neuropsicologiche e stimolazione specifica delle abilità risultate deficitarie (17, 23, 105);
- Intervento sulle abilità generali (linguaggio, percezione, attenzione, memoria, motricità) che appaiono carenti e sottendono difficoltà di apprendimento (41, 57, 58, 80);
- Uso di programmi psicolinguistici per sviluppare alcune competenze fonologiche e di simbolizzazione verbale, valutate carenti per l'apprendimento del linguaggio scritto (34, 36, 86, 100, 112, 113);
- Interventi di ordine psicomotorio sulle componenti disprassiche, che possono interferire sull’apprendimento di scrittura e calcolo, e migliorare il controllo dei movimenti fini, la coordinazione oculo-motoria, la velocità motoria nella produzione dei grafemi, l’organizzazione spazio-temporale (50, 64, 81);
- Rieducazione funzionale, con criteri derivati dalla neuropsicologia cognitiva, delle operazioni mentali carenti, individuate e analizzate. La rieducazione funzionale si basa sull’adozione di strategie alternative che sopperiscano al meccanismo danneggiato oppure il ristabilimento, anche parziale, della funzionalità di tale meccanismo (38, 52, 86, 100, 116);
- Approccio metacognitivo (sul controllo strategico), cioè intervento sulle idee e sulle rappresentazioni che il bambino ha in merito all’ apprendimento e ai processi implicati per sviluppare strategie funzionali efficaci a risolvere il compito (12, 19, 25, 29, 53, 73);
- Intervento riabilitativo in gruppi composti da soggetti con disturbi di apprendimento simili, con proposta di esercitazioni specifiche (72);
- Consulenza psicopedagogica a genitori e insegnanti con l’obiettivo di spiegare le possibili basi genetiche e biologiche del disturbo, per evitare che il bambino venga colpevolizzato come oppositivo, pigro, lento; inoltre, con lo scopo di aiutarli a comprendere la connessione fra disturbi di apprendimento e disagio emozionale che può sottendere problemi comportamentali e adattivi.
Sulla base di queste chiarificazioni è efficace proporre modelli pedagogici impostati sul rinforzo positivo, sulla rassicurazione e sull’incremento dell’autostima (18, 100, 113) e corsi di formazione per le insegnanti ed i genitori.


Centro Psicologico Accreditato Amamente
Dott.ssa Anna La Guzza
Cell.3311842704
www.centroamamente.it

American Psychiatric Association (1994), Diagnostic and statistical manual of mental disorders.
APA Washington
2. Amoretti G, Bazzini L, Pesi A e Reggiani M (1994), Prove oggettive di valutazione della
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3. Bakker DJ (1990) Neuropsychological Treatment of Dyslexia. New York, Oxford University Press
4. Bakker DJ (1992) Neuropsychological classification and treatment of dyslexia. J Learning
Disability 25: 102-09
5. Battaglia FM (1999) Dislessia/disortografia evolutive: trattamento. Gior Neuropsich Età Evol 19:
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6. Beitchman JH, Young A (1997), Learning disorders with a special emphasis on reading disorders:
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